Il poker secondo l'associazione italiana del poker

Nei giorni del Campionato Open d'Italia a Viareggio la FIPOS (Federazione Italiana del Poker Sportivo) ha giocato tutte le sue carte per portare il Poker Sportivo alle Olimpiadi. Queste carte includono attività per il recupero dalla dipendenza del gioco d'azzardo (in collaborazione con l'Università di Roma - Tor Vergata e con due delle associazioni per la tutela dei portatori di handicap più note del Paese, Anthai e Fiaba)oltre ad una nuova sede a Roma dove preparare Giudici di gara e Direttori di tavolo, una rete di associazioni in tutta Italia.

Secondo il direttore di FIPOS questi "Non sono progetti sulla carta, ma la realizzazione di idee su cui la FIPOS sta edificando un nuovo futuro per il gioco di carte in Italia". Dunque non più un gioco d'azzardo, ma una vera disciplina sportiva, che consente a tutti di mettere alla prova le proprie abilità, la fortuna e le strategie, sostituendo ai soldi l'adrenalina della competizione. "Ovviamente non si rinuncia all'appagamento della vincita, ma la federazione ha inventato un nuovo sistema che consente ai vincitori dei Tornei, di scegliere cosa portarsi a casa". Niente soldi e nessun prodotto, ma Fipos Points che, accumulati ad ogni vittoria, possono essere spesi per acquistare prodotti da un catalogo con oltre 60.000 prodotti, destinato ad ampliarsi ulteriormente.

Un obiettivo sopra tutti gli altri: "combattere il gioco d'azzardo, svelando tutte le truffe che mascherano con tornei sportivi iniziative spesso promosse dai casinò" conferma il Dott. Maglione, inventore e direttore di Fipos: "Spesso sono i casinò che organizzano tornei di poker sportivo - afferma Maglione - nei quali non circola denaro, però alla fine il premio consiste in un credito, anche significativo, spendibile in fiches del Casinò. Un modo come un altro per indurre la gente a giocare d'azzardo. È proprio questo che dobbiamo evitare. Vogliamo che i giocatori giochino per divertirsi, che si possa vincere senza rischiare di rovinarsi e che si capisca che non è da demonizzare il gioco, ma chi lo sfrutta per fini illegali".

Come garantire che questo non avvenga anche nei tornei Fipos? "Il segreto - rivela la Federazione - è nelle regole, studiate fino al minimo dettaglio. Regole ferree al tavolo di gioco, preparazione capillare dei giudici di gara e dei direttori di tavolo e supervisione di Fipos nelle gare".