Le sale da poker statali fanno flop

Partito in pompa magna come uno degli esperimenti più avveniristici del panorama internazionale del gioco a vincita, il primo poker online gestito su concessione in esclusiva da un operatore statale mostra seri problemi e già si pensa a qualche intervento correttivo.

Stiamo parlando di quello che succede in Svezia dove da tempo il governo ( tra le critiche di organismi regolatori e associazioni dei concessionari statali di tutta Europa) ha deciso tempo fa di avviare il poker online. Uno dei paesi dove il monopolio sul gioco è più radicato decise insomma di attaccare direttamente la concorrenza degli operatori privati esteri offrendo quello che in assoluto sembra essere il gioco d'azzardo più popolare tra i giocatori online.

E' bastato poco però per scontrarsi con la dura realtà. A quanto pare il governo ha commissionato uno studio per capire le ragioni che spingono i giocatori a preferire un sito di poker online estero ( e quindi non autorizzato) per arginare e prevenire indesiderabili effetti economici e finanziari. Nel paese i servizi legati a questo gioco sono stati affidati in esclusiva alla Svenska Spel, un operatore statale al quale sono state imposte precise regole in materia di gioco responsabile.

Lo studio ha rivelato che i giocatori 'espatriano” perchè sui siti esteri trovano tornei con premi decisamente più alti e perchè qui sono previsti bonus speciali. Al primo problema, si legge nella ricerca, si potrebbe ovviare con il collegamento dell'operatore Svenska Spel con altri siti statali, e questo determinerebbe un incremento delle 'dimensioni' del concorso così come dei premi.

L'altro problema si rivela essere di più difficile risoluzione. I siti statali non possono offrire direttamente i bonus perchè così si rischierebbe di violare le leggi contro la promozione delle attività di gioco d'azzardo. Tuttavia, avrebbero pensato gli svedesi, si potrebbe aggirare l'ostacolo permettendo ai siti statali di andare a prendere queste operazioni su altri siti nazionali, come ad esempio le poker room gestite dal concessionario statale austriaco. Questo eventuale 'trasferimento' implicherebbe un accordo sulla base del quale l'operatore straniero dovrebbe comunque attenersi alle regole di responsabilità sociale che vigono in Svezia.

A tutto ciò si aggiungerebbero le comunicazioni ufficiali circa il fatto di 'mettere in comune' i giocatori in modo tale da poter competere davvero con i siti gestiti dagli operatori privati. La cooperazione internazionale insomma si tradurrebbe in una condivisione del pacchetto giocatori.